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NEWS - "Il Servizio...e oltre" nella 3° Rubrica di Tennis Factor

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"Il Servizio...e oltre" nella 3° Rubrica di Tennis Factor

Pubblicato il: 11/02/2017 - 21:37
Scritto da: Andrea Melis
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Il Servizio … e oltre  
(prima parte)


Nella terza rubrica di Tennis Factor parliamo dei colpi, è iniziamo parlando di quello che riteniamo più importante nel tennis moderno, il Servizio, lo analizzeremo sotto tutti gli aspetti, tecnico, tattico, fisico e mentale, partendo dal mini tennis o addirittura dal baby tennis con i bambini di 3 anni, fino all’alto livello.

Che il Servizio sia il colpo più importante del tennis, può sembrare un affermazione forte, visto che nel tennis moderno anche la risposta diventa sempre più determinante, e i colpi a rimbalzo la fanno da padrona in una partita, come numero di ripetizioni, nei confronti proprio dei primi due colpi. Ma nel tennis non tutti i punti sono uguali, e non pesano allo stesso modo, pertanto il servizio e di conseguenza la risposta che  segnano l’inizio delle giocate, possono dare un vantaggio enorme in determinate situazioni di punteggio e nell’economia delle partite.



A volte si confonde nel dire che il servizio è il colpo principale e non il più importante del tennis, siamo d’accordo che sia principale perché con questo colpo si inizia il gioco, ma non tutti sono concordi nel dire che sia il colpo più importante insieme alla risposta, o se lo sono non si insegna abbastanza, in termini di quantità e qualità. La nostra vuole essere anche una provocazione, per noi maestri, per gli istruttori che insegnano nel mini tennis, e per i programmi delle scuole tennis.

Siamo sicuri che i nostri atleti hanno un ottimo servizio e molto efficace nel tennis di oggi, siamo sicuri che negli anni abbiamo avuto una scuola di tradizione su questo colpo, possiamo affermare che i nostri top player hanno nel servizio il colpo forte, un arma che garantisca tanti punti. Come dobbiamo migliorare l’insegnamento del servizio ai nostri allievi Junior, e come si evolverà il tennis fra 10-15 anni, quando i migliori giovani di oggi andranno a competere nel tennis di vertice, visto che l’attuale media dei Top 100 e di 29 anni sia per gli uomini che per le donne. Media che si è elevata in maniera esponenziale confronto a 10-15 anni fa, a significare che per i giovani talenti Under 21 sarà sempre più difficile entrare presto nei Top 100, e con gli over 26 che rimangono più a lungo nel ranking che conta. Una volta i 26 anni erano ritenuti l’età del prepensionamento per i tennisti di vertice, oggi con il miglioramento della metodologia degli allenamenti, la prevenzione agli infortuni, e una ponderata programmazione e aggiungiamo il sistema dei punti assegnati dall’ATP, si arriva ad esprimere la massima prestazione intorno ai 30 anni.
 

 

Queste tabelle riportate da uno studio di Tennis.com, ci evidenziano come il tennis sia cambiato e stia continuamente evolvendosi, se si continuerà a giocare con le stesse regole, proprio così, perché quando smetteranno, e tutti sperano il più tardi possibile, Federer e Nadal ma anche Djokovic e Murray, il tennis perderà di interesse, di spettacolarità, diritti televisivi oltre che di pubblico che riempiono i centrali, e quindi potrebbe esserci una piccola rivoluzione in termini di regole, come già qualcuno ha proposto, con l’eliminazione del net nel servizio, eliminazione dei tre su cinque negli slam, il no-adv, o il super tiebreak al posto del terzo set, o estremizzando con il giocare solo con una palla di servizio, o con gli short set tipo rodeo. Pensate se per assurdo si organizzano dei Master 1000 con le racchette consegnate dalla ATP, o gli stessi Slam giocati dai 128 giocatori del MD con le racchette consegnate dall’ITF, solo Racchette Babolat, o solo Head o Wilson, un po’ quello che vorrebbero fare in Fomula1, dare a tutti i piloti le macchine uguali, tralasciando il lavoro degli ingegneri di ogni singola scuderia, che hanno il potere e il dovere di enfatizzare le prestazioni delle macchine. Sarebbe curioso capire cosa succede nel vedere giocare Nadal con un Wilson o Federer con una Babolat. Saranno scelte importanti che potrebbero stravolgere il tennis e quindi cambiare completamente le statistiche ma soprattutto anche il lavoro dei tecnici che devono impostare un nuovo lavoro nel lungo periodo, con la conseguenza di dover modificare l’impostazione tecnico-tattica e psicofisica degli attuali Junior, futuri tennisti, per adesso non sarebbe male rivedere i circuiti minori, dei futures e challenger, nell’assegnazione di price money, punti e ospitalità.

 

 

Inoltre se analizziamo le tabelle sugli altri dati, possiamo affermare che dal 2001, gli Stati Uniti la Russia e l’Argentina sono costanti, mentre la Francia e la Spagna primeggiano da più di 15 anni, formando tanti giocatori, diversi Top 10 ma anche tanti Top 100, che forse non vinceranno mai uno slam, ma che fanno sistema e aiutano il movimento dei più giovani. Due nazioni che operano in modo differente, come vedremo in un'altra rubrica dedicata ai sistemi tennis, “dove esistono”, nei diversi paesi, a testimoniare che le scuole tennis, la formazione dei giocatori e allenatori, è fondamentale, la base di un sistema per raggiungere risultati importanti, così come, ci vuole un po’ di fortuna, perché quando ti arrivano talenti come Federer e Wawrinka in un piccolo stato come la Svizzera, e non semini bene nel tuo paese, creando sistema alla base, ti potresti ritrovare come la super potenza svedese di oggi, negli anni 70’ e 90’ prima con Borg, poi Wilander, Edber, poi Enqvist, Nyström, Svensson, Järryd, Pernfors, Johansson, Kulti, Tillstrom, Norman, fino a Soderling, ultimo svedese top player, dal 2010 la Svezia non aveva nessuno Top 200, oggi si affida al giovane Ymer per risalire tra le prime nazioni al mondo e cerca di creare un nuovo sistema attraverso le accademie degli ex pro.

Per tornare alla nostra domande iniziale, forse le risposte le troviamo nell’analizzare alcuni dati, ma anche il vecchio percorso didattico e la mentalità della Scuola Tennis Italiana, oramai cambiata da tempo e che nel lungo periodo darà risultati anche a noi. Se pensiamo che Raonic, Karlovic, Isner e tanti altri top player servono ad una media di 220 Km/h, e che l’Australiano Groth è arrivato addirittura a 263 Km/h, così come nel femminile le Williams o la Lisicki superano i 200 Km/h, e che i Top 100 uomini, hanno una media del 65% di prime palle con il 70% di punti vinti con la prima palla, e 50% con la secondo, e le donne con il 60% di prime palle e il 70% di punti vinti con la prima e il 40% con la seconda, si capisce come sia vitale avere un ottima resa nel servizio.








Dati Australian Open 2017

 

Per descrivere il percorso didattico e analizzare i diversi aspetti di una abilità chiusa come quella del servizio, dobbiamo sempre far riferimento al modello di prestazione attuale, in questi ultimi anni il tennis si è molto evoluto, pertanto anche il servizio degli attuali giocatori e giocatrici è molto migliorato, grazie ai materiali sempre più prestanti, sia per le racchette, ma soprattutto per le corde, oltre alla tecnica e alle caratteristiche antropometriche degli attuali giocatori, che ci dicono che oggi il tennista deve essere almeno alto in media 1.86 negli uomini e 1.75 nelle donne come i top 100, e se ragioniamo in prospettiva, queste medie si solleveranno, visto che i migliori al mondo Under 21 della next generation hanno un altezza media di 1.88

Per creare una buona scuola di tradizione sul servizio, come lo sono stati gli Australiani per le volee, bisogna cambiare la mentalità sull’insegnamento del colpo più importante del tennis moderno, e pensiamo anche del futuro. Gli australiani in quegli anni insegnavano nelle scuole tennis come primo colpo, proprio la volee, è un impostazione forte e determinata. Attualmente in Italia alcune, diciamo ancora poche, Scuole Tennis, il primo giorno di lezione, a prescindere dall’età o livello, insegnano il servizio, queste stesse scuole preparano un programma didattico, dove è previsto il servizio in tutte le lezioni, con tanto minutaggio, alternando quantità e qualità, eseguono lezioni tecniche, ma anche tattiche, fisiche e mentali sul servizio, sono quelle scuole che non fanno servizio sempre negli ultimi 5-10 minuti di lezione, quasi a significare la poca importanza del colpo stesso, come molte volte accadeva, si insegnava il servizio, e la riposta, ancora sconosciuta in molte scuole tennis, in primavera dopo aver passato mesi a fare dritto e rovescio, colpi al volo, e nell’ultimo periodo, il servizio. Scuole Tennis dove l’importante era buttare la palla nel rettangolo per non fare doppio fallo, o esercitazioni esclusivamente con tante ripetizioni, anche veloci, con poca attenzione all’aspetto tattico, fisico e mentale, e raramente svolgevano lezioni utili al modello di prestazione della gara. Può essere legittimo per dei bambini provare poco divertimento nel svolgere un abilità chiusa, per loro poco dinamica a differenza dei colpi di rimando, oltre ad essere molto difficile da apprendere, anche se non c’è l’ansia del dove arriverà la palla, visto che decidiamo noi quando e dove battere, questo aspetto naturalmente sta a noi maestri non provocarlo, con delle lezioni divertenti, più possibili varie e motivanti, adeguate al livello e all’età.
 



Per il cambio di mentalità ci vuole ancora tempo, perché se un ottima scuola tennis pianifica come anticipato tante lezioni e tempo di qualità sul servizio, e senti il genitore che  afferma “ma oggi fanno quasi tutta la lezione servizio” capite che siamo ancora molto lontani, da un nuovo approccio mentale, verso l’importanza del servizio, così come il genitore si accorge che esiste il servizio e per lui diventa importante solo quando il figlio fà tanti doppi falli. Partendo dal presupposto che le lezioni devono essere programmate con obbiettivi precisi, l’ideale per una buona struttura di lezione sul servizio nelle scuole tennis,  è intervallare, all’inizio, in mezzo, e alla fine della lezione il colpo, soprattutto in chiave tecnica, dove abbiamo bisogno del cesto come sussidio didattico e tante ripetizioni, mentre quando si passa all’età adolescenziale e il fisico lo consente, possiamo svolgere intere lezioni sul servizio, dando i giusti tempi di recupero, senza sovraccaricare i tendini della cuffia dei rotatori, e soprattutto inserendo nella seduta, sempre l’aspetto tecnico-tattico fisico e mentale. Ad esempio quanti insegnano e allenano l’uscita dal servizio, in base alle superfici, alla differenza di uscita tra una 1° e una 2° palla, o in base alla tipologia di giocatore. Cambiare la mentalità vuol dire uniformare l’insegnamento, e con molto lentezza e con tanta fatica ci stiamo arrivando, con il miglioramento di noi insegnanti, del confronto, delle conoscenze, degli aggiornamenti, la speranza è quella di investire tanto su questo colpo e vedere in un prossimo futuro una  Scuola Italiana capace di poter dire che i nostri atleti sono ottimi battitori.

Ci vuole tanta pazienza e dedizione costante nel lavoro e nel volersi migliorare, noi vogliamo citare il paragone con il percorso degli studi, nella scuola, che prevede un lunghissimo percorso di apprendimento, lezioni e verifiche, si parte con i 2-3 anni nella scuola dell’infanzia, simile al periodo vitale per l’educazione motoria. Il bambino deve essere inteso come un’unità psicofisica, in evoluzione che si sviluppa attraverso diverse tappe successive e strettamente connesse tra loro, il risultato di un’integrazione di fattori cognitivi, motori, affettivi e sociali, il cui sviluppo può essere favorito solamente dall’esperienza. Per citare un esempio, i bambini con disturbi pervasivi dello sviluppo migliorano tantissimo se vengono trattati proprio in questa fascia di età, con la comportamentale e soprattutto la psicomotricità, pensate quanto possa essere vitale iniziare presto l’educazione motoria. L’esperienza è l’insieme dei rapporti significativi che il bambino instaura con il proprio corpo, le sue sensazioni, le emozioni e le creazioni e tutto ciò che lo circonda. Per iniziare a parlare di gesto del servizio a questa età basta far giocare i bambini in qualsiasi spazio con un semplice palloncino e colpirlo ripetutamente con le braccia alte, stiamo facendo un gioco che diverte tanto il bambino, propedeutico, all’attività motoria, al servizio.




                                                                            

Poi ci sono i 5 anni di scuola primaria, e quindi di tennis, con il concetto di multilateralità e multi disciplina, sopratutto nell'era dove i bambini non giocano più in strada o nei parchi, e la tecnologia con i video giochi e i telefonini, rallentano e compromettono il processo di crescita psicofisico. Questa fase è molto importante, capire il percorso sul servizio del bambino, dove a 4-5 anni potete solo pretendere che prenda la palla e magari impari a lanciare la palla, sia verso l’alto per imparare la parte tecnica del  servizio nell’arto non dominante, e lanciare verso avanti alto con il braccio dominante, per richiamare fasi importanti dell’apprendimento del servizio, come il movimento a mulinello, e poi lanciando veloce, come se fosse la racchetta a colpire la palla. 


 

Semplici esercizi che si fanno anche senza racchetta,  preparano il bambino al gesto tecnico. Questo tipo di esercizio permette anche di testare se l’allievo 
avrà una buona uscita, come velocità ed elasticità sul servizio, spesso l’uscita della racchetta e quindi della mano, non corrisponde alle stesse abilità che si possono avere nelle uscite dei colpi a rimbalzo. Il percorso del servizio nella scuola primaria, ci porta ad avere il bambino che passa dal semplice contatto, racchetta pallina, al controllo, al lancio sempre più consolidato, sempre in questa fase è consigliato battere con i piedi fermi (foot-down), nel settore femminile l’errore più diffuso sui piedi e quello di portare il piede posteriore, avanti, quasi a fare fallo di piede, e colpire frontali e scariche, a questa età non è determinante la forza, pertanto anche la tecnica dei piedi con il (foot-back) o (foot-up) può esser determinata in maniera definitiva più avanti, sui piedi una cosa è certa non si vedranno più giocatori che portano il piede posteriore avanti dentro il campo, in fase di scarico (foot-forward), per intenderci alla Boris Becker, tipico dei giocatori serve & volley. Sulla preparazione avremo la possibilità in base alle attitudini coordinative degli allievi di decidere se sarà meglio eseguire il movimento completo dal basso per dietro, unica tecnica insegnata fino agli anni 70’-80’, abbreviato, o direttamente con la racchetta posizionata dietro la testa.

 
      

   
  Diversi stili di preparazione  




        

Nella preparazione bisogna dare attenzione a non portare il gomito troppo basso, quando si esegue il mulinello e soprattutto il piatto corde non deve essere rivolto verso il cielo, una delle difficoltà in questa fascia di età, ma anche per gli amatori, è tenere sempre l’impugnatura continental, è riuscire a fare la pronazione nel movimento a colpire.

        
 

Per la presa si può anche estremizzare utilizzando una eastern di rovescio, in questa maniera anche se il polso sarà bloccato e avremo tanti servizi con taglio accentuato e sul lato del campo, l’allievo avrà più facilità a passare poi alla presa continental. Per la pronazione, l’ideale è fare esercizi tenendo la racchetta a metà, portare il braccio racchetta piegato vicino alla testa tenendo la racchetta dritta come se dovessimo battere un chiodo con un martello, e con la distensione dell’avambraccio provare a colpire, vi accorgerete che la pronazione migliora. Mentre per il lancio di palla, sarebbe opportuno cambiare il termine in accompagnamento e non lancio, la pallina va tenuta con tre dita, pollice, indice e medio e lo stesso braccio non deve essere abbassato troppo rapidamente, per chi esegue la tecnica del foot-up il lancio va fatto più avanti, mentre con il foot-back il lancio deve essere fatto più sopra la testa. In questa fase il lancio di palla sarà differente in base al tipo di servizio, rotazione e 1° o 2° palla, con un lancio più verso destra per lo slice, e più dietro a sinistra per il kick per un destro, mentre in prospettiva futura, eseguire il lancio come fanno diversi top player, che riescono a lanciare sempre nello stesso modo a prescindere dalla rotazione del servizio, non dando punti di riferimento all’avversario. Un esercizio propedeutico per migliorare la coordinazione, il lancio di palla e il kick, e quello di far battere gli allievi inginocchiati, e poi con i piedi uniti.

          
         



     


    

Arriviamo ai 3 anni di scuole secondarie, periodo di perfezionamento, dove nel servizio dobbiamo portare l’allievo a differenziare la prima palla dalla seconda, ad avere l’impugnatura corretta, un consolidamento marcato del lancio di palla, e migliorare le direzioni e rotazioni che inizialmente saranno limitate, a questa età abbiamo il riscontro che anche gli allievi di interesse nazionale, servono principalmente negli stessi angoli e con le stesse rotazioni. In questa fase molto delicata della pre adolescenza, i valori di forza aumentano pertanto si può incidere maggiormente con il servizio, cercando di analizzare bene l’errore, se vedete che l’allievo sbaglia molto in rete con un buon lancio di palle e gesto, dovete provare a far battere tirando la palla sui teloni, ritardando la chiusura nel finale, il colpo dovrà avere più spinta orizzontale che verticale, mentre al contrario se l’allievo sbaglia molto in lunghezza, dovete provare a far battere sui piedi, chiudendo il finale verso il basso sul proprio campo, o vicini alla rete. Per dare importanza all’aspetto mentale sul servizio, in questa fase, è molto utile far fare partite con una sola palla di servizio, dove il battitore non avrà avversario, giocherà da solo, cercando con una sola palla di fare ace, e vincere un partita servendo sempre senza avversario, alternando l’angolo, ogni ace sarà un quindici, ogni errore con la singola palla sarà un doppio fallo, vedrete che in molti faranno partita pari con l’avversario immaginario, mentre gli allievi con più attitudini nel servizio, che dovrà essere inteso come colpo winner, riusciranno ad interpretare al meglio un esercitazione valida sotto gli aspetti tenico-tattico e psico fisico, facile da organizzare anche fuori dalle sedute di allenamento.

 
   

Poi si passa ai 5 anni di scuole superiori, con l’inizio della specializzazione, in questa fase centrale dell’adolescenza, gli allievi avranno maggiore padronanza sulle due palle di servizio, la presa sarà consolidata cosi come la scelta della tecnica dei piedi, inizieremo a lavorare sulla consistenza del servizio, e con l’aumento della forza e della velocità saremo in grado di portare l’allievo a differenziare le intensità, proponendo sempre più esercitazioni aperte, specifiche alle nostre abilità tecnico-tattiche e fisiche, e di conseguenza alle caratteristiche di ogni singolo allievo, come tipologia di giocatore.

Continuando il paragone con il percorso di studi, il bambino che ha iniziato nella scuola dell’infanzia, e arriva al diploma di scuola superiore, studia, gioca a tennis oramai da 15 anni, vicino alla maggiore età dovrà decidere se iscriversi all’università, e quindi iniziare un altro percorso che è quello del mondo dei futures, iniziano 5-6 anni di duro lavoro, di studio e sacrificio, come tennista, dovrà continuare a migliorasi a sacrificarsi, girare il mondo sempre con la valigia in mano, dormire sempre in un letto differente da quello di casa, adattarsi al mangiare, ben diverso dal contesto familiare. E come iniziare una nuova avventura, quelli molto maturi soprattutto mentalmente già dal terzo anno di studi giocheranno i challenger, e alcuni, circa 6-7 al mondo, come dire i cervelloni di tutte le università del pianeta, saranno Top 100, gli altri devono avere pazienza, e continuare a colpire palle con un percorso più lungo, bisogna capire che l’Under 21 è come il periodo che hanno passato come Under 12. A 11 anni iniziano un percorso nuovo con l’inizio dell’agonismo, a 21 anni iniziano un secondo percorso, fatto di tanti sacrifici, lavoro, dedizione, e investimenti per avere un team di professionisti che seguono l’aspirante giocatore, speranzoso di vivere di tennis, nei minimi particolari con l’iniziazione della carriera professionistica, e come se la categoria Under 11-12 sia quella degli anni 21-22, quella Under 13-14 dei 23-24 anni, l’Under 16 quella dei 25-26 anni, per completare la maturazione nell’Under 18 paragonata a quella dei 27-28 anni e oltre.


Questa sarà la fase dove nel servizio il giocatore, saprà colpire le 9 palle per angolo con ottime percentuali, piatto, slice, kick a uscire al centro e sulla T, il lancio sarà sempre uguale, avrà automatizzato l’uscita dal servizio che sarà in base alla superficie e alle caratteristiche del giocatore, se il vostro allievo sarà un contrattaccante, dopo il servizio farà uno step indietro, mentre un giocatore da servizio e dritto, in uscita farà lo step dentro il campo, pronto per una contro riposta aggressiva o vincente. Il giocatore a questa età dovrà aver consolidato il seguire la palla nel lancio il più possibile con gli occhi senza inclinare troppo la testa indietro, così come la testa non dovrà chinarla verso il basso dopo che si esce dal servizio, lo sguardo sarà con un focus allargato sull’avversario e sulla zona di campo dove si andrà a battere prima del servizio, per poi restringerlo al momento del lancio sulla palla, e successivamente nel momento che l’avversario, impatta la palla nella risposta. In fase di preparazione, sotto l’aspetto fisico è utile lavorare in campo con palle zavorrate facendo lanci simili al movimento di riferimento, per poi trasformare con racchetta e palla il gesto del servizio, sotto l’aspetto tattico si possono svolgere tanti esercizi in funzione della superficie dove si andrà a giocare, come ad esempio sul veloce, provare a servire slice da destra e provare gli schemi con la contro risposta aggressiva, tenendo l’angolo destro prima della contro risposta, e determinare il punto con l’accelerazione nell’angolo aperto o con il contropiede, cosi come in terra, da sinistra servire in kick a uscire per poi preparare la giocata girandosi sul dritto, che sarà inside-in se il servizio è stato efficace, inside-out per tenere la diagonale e aspettare il terzo colpo per definire la giocata. Sempre in chiave tattica si possono svolgere partite giocando solo i punti da sinistra dove si giocano i punti più importanti del game, oppure giocando solo game con palla break, o sul 40 pari, o giocare punti con tre palle a disposizione, o con una sola palla di servizio, questo per voler incidere sull’importanza della prima e seconda palla, giocare partite con punteggi ad handicap dove il tecnico richiede in base al punteggio un determinato sevizio. Sono formanti e rendono consapevoli i lavori-test sul numero di palle, per angolo e rotazione, sono molto utili anche per l’aspetto mentale, vanno ripetuti nel tempo e scritti per fare un buon lavoro, inoltre non vanno sottovalutati tutti i lavori che riguardano il proprio secondo colpo dopo il servizio, cioè la contro-risposta. 

  Preparazioni complete con il braccio racchetta ancora basso mentre si effettua il lancio di palla

 
 

In conclusione il binomio scuola e tennis, è fortemente voluto, per far capire agli allievi, genitori e tutti gli addetti ai lavori, quanto sia lungo il percorso, più di vent’anni di sacrifici nel colpire tante pallate, un percorso simile a quello degli studi, che secondo noi deve essere portato avanti, in simbiosi, per poi sperare di svolgere un vero e proprio lavoro retribuito, e non come precario.

Sabato prossimo, nella prossima uscita di Tennis Factor, continueremo a parlare di colpi, un doppio appuntamento per concentrarci ancora sul binomio, che riteniamo essere ancor più determinante in futuro,  appunto il servizio e la risposta, oltre a conoscere, con Pier Paolo (Jambo) Melis, Stringer Official Davis Cup e Fed Cup Team Italia, i particolari delle racchette e corde del Top player Andreas Seppi.

                                                di Bubu Melis Tecnico Nazionale

                                                                                       Direttore Scuola Tennis Club Cagliari


Per contatti informazioni, suggerimenti e curiosità scrivere firmando a tennisfactortccagliari@gmail.com


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