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NEWS - La Risposta... e le Racchette di Andreas Seppi nella 4° rubrica di Tennis Factor

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La Risposta... e le Racchette di Andreas Seppi nella 4° rubrica di Tennis Factor

Pubblicato il: 19/02/2017 - 13:12
Scritto da: Andrea Melis
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La Risposta e le Racchette di Seppi  (seconda parte)

 

 

Nella scorsa rubrica di Tennis Factor abbiamo trattato i colpi, iniziando a parlare del servizio, ritenendolo il principale e il più importante, in questa seconda parte analizzeremo il colpo delle risposta, diventata fondamentale, nel vedere alcuni dati e in prospettiva futura siamo convinti che la risposta ha la stessa valenza del servizio nel tennis moderno. Pertanto quando si parla di servizio si deve abbinare sempre la risposta, chi batte avrà la possibilità di toccare per primo la palla, così sarà anche per chi risponde, in un frazione di secondo il giocatore deve cercare di intercettare il servizio dell’avversario e iniziare così la propria giocata. Su una prima di servizio, giocata in terra, con una velocità media di 185 Km/h, il tempo medio disponibile per la risposta e di circa 900 ms e di 1200 ms per una seconda di servizio, questo dato diminuisce di circa 200 ms sulle superfici veloci.




La disponibilità di tempo può variare dalle condizioni della palla in volo, dalla tipologia delle palle stesse, se si gioca indoor o outdoor, ma anche dalla stessa tecnica e strategia che si ritiene attuare alla risposta. Una della abilità che il giocatore alla risposta deve avere, soprattutto oggi con le velocità raggiunta nel servizio, è un ottima anticipazione motoria, che suddividiamo in due fasi, la prima è la capacita del giocatore di anticipare la situazione, ad esempio in base alle gestualità che il giocatore al servizio fa visualizzare, il lancio di palla, la posizione, gli occhi, le prese, aver giocato più volte con lo stesso giocatore, come accade a livello ATP, i migliori leggono in anticipo, gli angoli e le rotazioni al servizio, o più semplicemente come molte volte si vede a livello giovanile in base alla percezione, sensazioni di quell’attimo prima di passare all’azione del colpo. La seconda anticipazione è quella dell’azione, il dover reagire in modo adeguato a quelle determinata situazione di servizio, come ad esempio impattare e riuscire a mettere in difficoltà da subito chi serve, o nel cercare di opporsi con una risposta in una determinata zona e profondità di campo, o con una determinata rotazione.

 


Trattando il servizio, abbiamo affermato quanto sia cambiato il modo di insegnare nelle scuole tennis, evitando di dare importanza al servizio solo negli ultimi 5 minuti di lezione, nella risposta abbiamo avuto questo problema ancor più diffuso. La risposta era trattata come svolgere un dritto o un rovescio, o nei minuti di riscaldamento di una partita quando si serve e risponde, quasi mai sincronizzata al servizio e quasi mai con allenamenti specifici per la risposta, la classica esercitazione con il cesto, due allievi battono e due allievi rispondono, con il maestro vicino a chi serve, come attestare che il lavoro principale era per coloro che servivano, i due in risposta a rimandare le palle dei battitori.  Oggi nelle migliori scuole tutto questo non si vede, o chi lo vede non percepisce, una semplice esercitazione di questo tipo è allenante allo stesso modo sia per chi serve sia per chi riceve, con precisi compiti, anche lavorando sulla sola tecnica, o con situazioni aperte di esercitazioni tecnico tattiche.


Ad esempio uno degli aspetti più importanti quando si allena la risposta è la sincronizzazione con il servizio e i punti di fissaggio che devono essere insegnati già nelle categorie giovanili, e consolidati in fase di specializzazione. La maggior parte dei giocatori risponde con la tecnica del passo step, la sincronizzazione di questa tecnica, deve avvenire eseguendo sempre il passo nel momento che il battitore stacca dal lancio, la palla dalla mano, a prescindere dall’altezza del lancio o del tipo di preparazione, per poi eseguire lo step al momento che l’avversario impatta la palla. Lo split step consente di accumulare energia elastica attraverso una fase di contrazione eccentrica dei muscoli del quadricipite, la stessa energia viene trasformata in movimento nelle fase successiva di estensione degli arti inferiori. La tecnica del passo step è usata in tutte le superfici, sulle seconde palle, consente di impattare in dinamica, verso avanti, tagliando il campo, e in maniera aggressiva,    

      

mentre sulle prime palle e sempre meglio rispondere con buona profondità, quasi sempre al centro, sui piedi del battitore, per non dare la possibilità di angoli ed essere aggrediti dalla contro risposta.  Sulla prima palla giocata ad alta velocità, su superfici veloci, non avendo molto tempo i giocatori tendono a rispondere sul posto con alta attivazione dei piedi che aiutano a reperire energia elastica prima di impattare, inoltre lo scarico avverrà laterale con passo dinamico e non in avanti, data la potenza delle prime di servizio di tanti top player, che come abbiamo visto supera molte volte i 200km/h

       


Infine la terza tecnica dello step è quella del passo indietro, usata tantissimo sulla terra e sui servizi in kick, da chi predilige iniziare la giocata con una palla carica e profonda, tipico da scuola spagnola, con un ottimo caricamento della gamba sinistra, questo aspetto determinante anche per i colpi giocanti negli scambi dalla parte sinistra del campo, in open stance.

      

Come nella caratteristica del nostro sport, la tecnica influisce sulla tattica, è cambiata la metodologia dell’insegnamento, oggi non c’è un solo dritto, un solo rovescio, ma tanti tipi di dritto, tanti tipi di rovescio, e così per il servizio e la risposta, pertanto dobbiamo analizzare nel dettaglio le caratteristiche dell’atleta, i singoli colpi e le singole situazioni. Se un giocatore ha un lateralità di piede-gamba omogenea potrà effettuare il passo step in base al colpo da eseguire, quasi sempre opposti, cioè piede destro per il rovescio, e piede sinistro per il dritto, per un giocatore destrorso, se le lateralità non sono omogenee, il giocatore effettuerà il passo step sempre con lo stesso piede.


 

Altro esempio sulla tecnica che influisce sulla tattica, sono le prese o la stance, in risposta, è meglio in posizione di partenza, utilizzare una perfetta open stance, e quasi mai, anche se a livello femminile e giovanile si utilizza, portare avanti un piede, e quindi utilizzare una semi open, come se chi risponde protegga il colpo debole. Anche le prese in risposta determinano la giocata, nei bimani bisogna tenere tutte e due le mani sul manico, e non sul cuore racchetta come per chi gioca il rovescio a una mano, l’impugnatura ideale e quella neutra che non da vantaggi al battitore, con una eastern di dritto su entrambe le mani, in questo modo abbiamo la possibilità, senza cambiare prese di contrastare anche un ottimo servizio che va oltre i 200km/h, non tanto lontani dalla linea di fondo campo, altrimenti si è costretti a rimanere molto dietro per cercare di far perdere energia alla palle, utilizzando le proprie prese, con preparazioni complete, come fa Nadal. Mentre le preparazioni sono più lineari e brevi, così come  la velocità della racchetta all’impatto è inferiore durante la risposta alla prima palla. Sempre in preparazione è fondamentale avere più una torsione delle anche  che delle spalle, gli impatti possono essere completi quando si ha tempo, come nella terra o sulle seconde palle, ma bisogna saper giocare anche con finali bloccati, su superfici veloci con servizi che viaggiano ad alta velocità, come facevano al meglio Becker, Agassi, e oggi Federer.

                                      
                  

 

     

  

I momenti di fissaggio saranno inizialmente sul giocatore che serve, poi sul piatto corde e la palla che l’avversario battitore ha colpito, quindi con un focus prima allargato e poi ristretto proprio sulla palla in arrivo. A livello pro gli impatti fuori dallo sweet spot sono molto bassi, mentre a livello più basso questo avviene più spesso, con risposte che coprono quasi tutto il piatto corde, con una qualità della risposta non eccellente e con problematiche di stress ai muscoli delle braccia e quindi con possibili infortuni.





Una buona progressione didattica sulla risposta, inizia dal mini tennis, il semplice esercizio con una sola palla, di afferrare e rilanciare, o ammortizzare e rimandare, sviluppano il percorso del colpo e della risposta, utilizzare lavori al cesto con la palla schiacciata nel proprio campo per simulare un servizio e molto utile come lavoro tecnico sulla risposta, partite intere con punteggi dati dal tecnico solo sul servizio, risposta e contro risposta, così come prendere le percentuali non solo del servizio, ma anche della risposta, esistono tantissime esercitazioni e lavori sulla risposta, l’importante come per il servizio, che si insegni e si alleni, in tutte le sedute, con il giusto approccio mentale, e con la consapevolezza che il tennis passa e parte sempre dal servizio e la risposta.

 

Possiamo concludere la rubrica sulla riposta, affermando che questo colpo è importante quanto il servizio, se non di più, come alcuni dati dell’ATP ci indicano.

In base al rating dei dati statistici che calcola l’ATP, coefficiente dato dalle match analisi delle ultime 52 settimane, periodo di validità anche dei punti ATP, i migliori risponditori sono tre numeri uno del mondo, che in tre hanno vinto quasi 30 slam, con Nadal che vanta 69 titoli, contro i 67 di Djokovic e i 44 di Murray, senza contare i 100 milioni di dollari guadagnati in carriera da Djokovic, gli 80 milioni di Nadal e 60 di Murray.

Se facciamo partita contro i migliori tre battitori al mondo, Isner, Karlovic e Raonic, non c’è confronto, nella nostra ipotetica partita, risposta batte servizio 3 a 0, questa a significare, oltre all'enorme margine di miglioramento che possono avere Nadal, Murray e Djokovic nel servizio, così come possono averne in risposta giocatori come Raonic, oggi e ancora di più in prospettiva futura, il giocatore da costruire come modello di riferimento, o colui che vorrà diventare numero uno al mondo, dovrà possedere tante ottime risposte, e tanti ottimi e differenti servizi.








Parliamo adesso di attrezzi e corde, lo facciamo con “Jambo” Pier Paolo Melis titolare del noto Laboratorio Tennistico “L.B.J”since 1987, creato con gli altri due fratelli esattamente 30 anni fa, e incordatore ufficiale per la Federazione dei Team Italiani di Davis Cup e Fed Cup. In questa prima rubrica sulle racchette, analizziamo i telai di Andreas Seppi, 32 anni classe ’84 nato a Bolzano, cresciuto al circolo di Caldaro, fin dalle categorie Junior allenato da uno dei più bravi coach Italiani, Massimo Sartori, da Junior nella classica ITF18 ha raggiunto la posizione N°68 al mondo, attualmente è N° 70 ATP,  il suo best ranking è stato N°18 nel 2013, entrato in classifica mondiale nel 2000, vanta 3 titoli ATP nei tornei di Eastbourne, Budapest e Mosca più 7 Challenger. Per dare un dato relativo appena trattato nella rubrica sui colpi del servizio e della risposta, secondo il rating dell’ATP, Seppi oggi ricopre la posizione N° 43 come miglior servizio, e la N° 57 nella classifica della risposta, a significare che un contrattaccante come lui, con una buona risposta, nell’ultimo anno è migliorato moltissimo nel servizio, e sul gioco più aggressivo.

 

Come ci racconta “Jambo” appena rientrato dalla doppia trasferta di Buenos Aires e Forlì, i giocatori professionisti utilizzano telai modificati, in base alle proprie esigenze e caratteristiche di gioco, il telaio diventa come un abito fatto su misura, o come di moda adesso, utilizzare il termine “customizzare” le racchette, che possono essere prodotte direttamente dalla casa madre o modificate in laboratorio come fanno in tanti, aggiungendo e modificando i grammi attraverso le strisce di piombo.  Andreas usa racchette Pro Kennex Q Tour 325 con manico n°2, con overgrip tournagrip XL, incordate con un sintetico mono filamento Luxilon Alu Power calibro 1,25 e con una tensione a 22/21 Kg, generalmente quando c’è la doppia numerazione nei Kg, sta a significare che si incorda con diversa tensione le corde verticali, che risultano più lunghe, dalle orizzontali, questo può avvenire sia per un'unica matassa, che per un ibrido, altri giocatori, invece preferiscono montare corde con una tensione uniforme, o modificarla in base alle condizioni di gioco, al tipo di palle, superfici,  avversario,  stato di forma fisica, o semplicemente a delle piccole sensazioni, altri non cambiano per niente le loro abitudini, sono in tanti i giocatori che per anni utilizzano sempre le stesse corde o racchette, anche se queste, all’occhio del pubblico, possono avere estetiche differenti  per questioni commerciali.

 

Il bravo e stimato “Jambo” come ci dicono i giocatori e le giocatrici che si affidano a lui, ci dice anche che Andreas utilizza un pattern con 18 corde verticali e 20 orizzontali, e che vuole sempre un incordatura con soli due nodi, con il sistema Around the World (ATW). Attraverso i macchinari per la diagnostica dei telai, la racchetta di Seppi pesa 369 grammi incordata, con una tensione dinamica del piatto di 36 punti, con bilanciamento neutro a 32,5 cm, pertanto anche con un telaio che misura 70 cm, e un profilo sottile da 18/20 mm la racchetta non è molto rigida, 57 punti RA, l’inerzia risulta molto alta con i 353 punti corrispondenti a 2 Kgcm, caratteristiche che  secondo “Jambo” sono impossibili da trovare in commercio e che solo un grande giocatore come Seppi può utilizzare al meglio. Per concludere “Jambo” ci fa notare che questa racchetta non è per tutti, anche se riporta quasi assenza di vibrazioni, e una buona sensibilità, con una buona uscita della palla soprattutto sui colpi spinti maggiormente in orizzontale come i colpi piatti, buona anche per i colpi in slice, mentre risulta molto più difficile per chi preferisce giocare da terra, con i colpi da fondo in top spin o il servizio in kick, o per chi ha bisogno di maggior aiuto dalla racchetta per i colpi al volo.

 

   di  Bubu Melis

Tecnico Nazionale 



Per contatti informazioni, suggerimenti e curiosità scrivere firmando a tennisfactortccagliari@gmail.com

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