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EVENTI - Tennis Factor 6 - Allenamento fisico & la racchetta di Fognini

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Tennis Factor 6 - Allenamento fisico & la racchetta di Fognini

Pubblicato il: 05/03/2017 - 17:38
Scritto da: Andrea Melis
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Allenamento Fisico (prima parte) &  la Racchetta di Fognini


Cosa è l’allenamento

L’allenamento è per definizione, un insieme di azioni compiute dal nostro organismo che portano a una modifica di vari aspetti del nostro corpo. La definizione di allenamento sportivo nasce nel 1972 e intende la preparazione fisica, tecnico tattica e intellettuale attraverso esercizi fisici (Matwejew). Lo scopo principale dell’allenamento è quello di modificare il nostro organismo sotto vari aspetti, come quello biomeccanico, fisiologico, e biochimico. L’allenamento può esser inteso come uno stimolo , o un agente stressante che altera la condizione di equilibrio del corpo, in sostanza altera la condizione di equilibrio delle varie aree (motoria, strutturale, biochimica ecc) creando un adattamento, che causa dei cambiamenti duraturi in base all’entità dello stimolo, ma non permanenti.

L’allenamento e i suoi principi generali

Come già scritto in precedenza l’allenamento può esser definito come un agente stressante, che causa adattamento.* Una delle basi dell’allenamento riguarda l’omeostasi, con questo termine si intende la capacità del corpo di mantenere un equilibrio fisico e chimico, anche dopo aver subito un cambiamento. Lo stimolo allenante è definito “carico”, e la sua somministrazione è quella che determina gli effetti sul nostro organismo. L’entità del carico, la frequenza col quale viene somministrato e soprattutto i tempi di recupero, fanno in modo di determinare le modificazioni biologiche e biomeccaniche che permettono di migliorare la prestazione. Perché si inducano degli adattamenti utili alle discipline sportive o al miglioramento fisico, l’allenamento va suddiviso in cicli di lavoro, al termine del quale è necessario un periodo di recupero. Il periodo di recupero è fondamentale per permettere all’organismo di effettuare quella che si definisce “supercompensazione”, attraverso questo meccanismo, si ottiene un miglioramento rispetto alla condizione iniziale.

 
Un eccessivo stimolo allenante, e un non adeguato periodo di recupero, causa nel tempo gli effetti indesiderati del sovrallenamento, il quale induce uno stato di peggioramento della performance, un elevato rischio di infortuni, e un calo a livello psicologico. Quello appena descritto è uno schema generale, il dosaggio di carichi, intensità, frequenza e tempi di recupero varia in base alle caratteristiche del soggetto che si sottopone a un ciclo di sedute di allenamento, in base all’obbiettivo e allo sport praticato.

In riferimento a quest’ultimo, prendiamo in considerazione il tennis e quella che chiameremo preparazione atletica generale, il lavoro di preparazione fisica deve essere visto come parte integrante dell’allenamento del tennista utile per sviluppare le proprie capacità condizionali, e nello specifico la fase generale, riguarda come dice la parola stessa, l’allenamento delle diverse capacità, soprattutto quelle condizionali, che andranno a formare le basi per poi passare a una fase più specifica e speciale dell’allenamento.

 

La preparazione atletica generale

La preparazione atletica generale, serve a raggiungere quella forma fisica che ci permette di poter intensificare da quel momento in poi il nostro allenamento, con esercizi sempre più specifici e mirati, man mano che ci avviciniamo al nostro obiettivo e soprattutto a sviluppare maggiormente capacità condizionali e coordinative

 

Capacità condizionali e coordinative

L’allenamento incide essenzialmente su 2 grandi gruppi definiti capacità

 

Tutte queste capacità, se stimolate a dovere producono degli adattamenti che sono generalmente finalizzati al miglioramento della performance.

La preparazione atletica generale è mirata al miglioramento di diverse caratteristiche tra queste:

-       preparare l’organismo a sopportare i carichi di allenamento

-       prevenzione rischio infortuni

-       migliorare la condizione generale


Questo tipo di allenamento viene svolto generalmente a inizio stagione, e anticipa i periodi dove il carico aumenta in intensità,volume e specificità. Varia in base allo stato e all’età del soggetto, e sulla base di questi parametri, vengono definite delle fasi sensibili, nelle quali è più utile allenare alcune qualità, come ad esempio la mobilità articolare e la rapidità nelle fasce di età (6-8 anni)

 

Un ciclo di lavoro iniziale tipico della preparazione atletica generale è composto da:

-       warm up

-       Esercizi di mobilità articolare e stretching dinamico

-       Andature estensive su lunghezze tra i 10 e i 20mt

-       Lavoro aerobico a intensità medio bassa

-       Core training e Core stabilty

-       Esercizi di propriocezione

-       Esercizi di rinforzo e mobilità delle articolazioni più sollecitate (spalla e anca

-       Stretching

A questo lavoro seguirà un periodo di miglioramento delle capacità condizionali e un aumento dell’intensità che porterà al passaggio al periodo fondamentale della preparazione atletica e successivamente a quello speciale, che precede quello agonistico, obbiettivo finale della preparazione atletica.

 

 

Il modello funzionale nel tennis 

Il tennis è uno sport molto tecnico, con un elevata coordinazione neuromuscolare nell’esecuzione dei movimenti e quindi dei colpi, richiede una componente tattica-strategica molto importante, il tennista deve possedere grandi qualità nella visione del gioco. Nel tennis esistono tante variabili, come il non sapere la durata della singola partita, e la durata dei singoli punti, pertanto anche la pianificazione dell’allenamento fisico-atletico dentro e fuori del campo e molto complesso. Se andiamo a vedere il modello prestativo del tennista, possiamo riscontrare che i giocatori impiegano più della metà del tempo in pause di gioco, tra un punto e l’altro e per i cambi di campo, la restante parte di gioco effettivo è caratterizzato da impegni muscolari ad alta intensità a breve durata, i dati statistici ci dicono che ad alto livello la media di un punto, a prescindere dalla superficie, ha una durata inferiore ai 15 secondi. Le azioni di gioco nel nostro sport, a caratteristica aperta detta “Open Skill e Aciclico”, possono essere identificate in azioni di velocità e rapidità e azioni di esplosività, e avendo come unico dato certo i tempi di recupero, il rapporto tra volume e densità del carico diventa fondamentale, nella programmazione dei cicli  dell’allenamento. Le qualità del tennista devono essere, la rapidità, la forza esplosiva ed esplosivo-elastica e la resistenza organica specifica, essendo il tennis uno sport aerobico - anaerobico alattacido alternato.    

 

Gianluca Moroni PF2

Tennis Club Cagliari

 


 




Nel prossimo numero di Tennis Factor analizzeremo nello specifico queste caratteristiche oltre a presentarvi un micro ciclo di allenamento da preparare una settimana prima di una partita. Adesso cambiamo argomento e parliamo di racchette, e analizziamo il telaio di Fabio Fognini, classe 1987, nato tennisticamente ad Arma di Taggia con il Maestro Massimiliano Conti, sono stati tanti i raduni passati insieme in tutte le categorie Under 12-14, per poi passare nelle mani di un grande allenatore come Leonardo Caperchi, un altro dei tanti coach che mi ha arricchito come tecnico, soprattutto dal punto di vista tattico e fisico. A livello giovanile Fabio arriva fino al best ranking di n°8 al mondo nella classifica ITF18, ha iniziato a giocare futures dal 2002, passando professionista nel 2004, ha giocato 12 finali ATP, vincendo 4 titoli, Amburgo -  Stoccarda -  Vina del Mar – Umago, oltre a 6 Challenger e 3 Futures, attualmente e n° 42 al mondo e il suo best ranking è stato n° 13 in singolo e n° 7 in doppio, dove vanta in coppia con Bolelli la vittoria agli Australian Open. Fino a poco tempo fa era allenato da Jose Perlas, adesso è seguito dall’ex giocatore Argentino Franco Davin, nel rating ATP Fabio vanta la posizione n° 10 nella risposta e n° 71 nel servizio. Prima di passare la parola all’esperto sui telai di Fognini, concludo nel fare una mia personale e semplice considerazione da tecnico, sono sicuro che Fabio ha moltissimi margini di miglioramento anche se ha quasi 30 anni, non parlo sull’atteggiamento come in tanti fanno per affermare che se avesse un altro comportamento sarebbe già da tempo nei Top10,  può anche essere che sia arrivato n° 13 al mondo perché è così lui, chi dice che se fosse diverso sarebbe invece meno eccellente, invece penso che se riesce a migliorare il servizio e farlo diventare più performante, sono sicuro che le sue partite saranno molto più brillanti, e potrà vincere con chiunque e nei migliori tornei.  Forza Fogna !!!

 

Bubu Melis

Tecnico Nazionale

 





La racchetta di FABIO FOGNINI   Test effettuato c/o LBJ SHOP

  

  • Marca: Babolat
  • Modello: Pure Drive
  • Materiale: Graphite
  • Peso (in campo): 340 gr.
  • Ovale: 100 sq.in.
  • Lunghezza: 68,5 cm.
  • Reticolo corde: 16x19
  • Bilanciamento: 33,3 cm.
  • Inerzia: 344 kgcm2
  • Rigidità: 69 ra
  • Profilo: 23/26/23
  • Tecnologie: nessuna
  • Corda: Babolat RPM Blast 130
  • Tensione: 27/25
  • Overgrip: Babolat VS Original
  • Manico: 3

                                                                                  

Buenos Aires, lunedì 6 febbraio

E’ appena terminato il match decisivo tra Argentina e Italia di Coppa Davis, fortunatamente vinto da Fabio Fognini su Pella, incontro al cardiopalma, soffertissimo, partito malissimo ma terminato alla grande. Sul 2 a 2 del quinto set, Fogna mi chiede di incordare la sua Pure Drive n.5 perché la voleva “fresca”; corsi il più veloce che potevo negli spogliatoi dove era alloggiata la macchina incordatrice, feci la racchetta con estrema velocità e soprattutto gestendo l’elevato stress che avevo visto l’urgenza e il delicato momento. La riportai sul 5 a 2 per Fabio, mi vide con la racchetta pronta e la volle subito per il suo turno di servizio. Vinse il game a 15 e regalò, la vittoria per l’Italia.. e soprattutto la Pure Drive fortunata a me. Pochi minuti dopo venne negli spogliatoi un certo Diego Armando Maradona per complimentarsi e ricevette anche lui una Babolat firmata Fogna in regalo.

Passiamo ora al test in campo

Una delle poche racchette di professionisti che mi è capitato di provare e che utilizzerei senza “spaccarmi il braccio”, magari da utilizzare a tensioni più basse di Fogna. Impugnando e iniziando a colpire la palla, mi accorgo che non si distacca molto dalla Pure Drive “retail” , sicuramente più cruda, secca, con impatto deciso e senza filtri così come piace ai professionisti e magari un po meno a noi “umani”, tutto ciò dovuto all’assenza delle tecnologie quali Cortex, FSI e Woofer. La palla esce facilmente, profonda, meglio con traiettorie orizzontali che verticali, impegnativa nella manovra visto il peso e l’elevata inerzia. Attrezzo quindi adatto minimo ad un 2^ cat. Con braccio forte, allenato, e soprattutto ben “educato” come quello del buon FABIO.

AREA TEST di JAMBO MELIS

ERSA Pro Tour Stringer & Master Racquet Technician

Official Stringer Team Italia Davis Cup e Fed Cup


 

Per contatti informazioni, suggerimenti e curiosità scrivere firmando a tennisfactortccagliari@gmail.com

 


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