Tennis Club Cagliari

Tennis Factor 9 - Esercitazioni in Campo (prima parte)






Esercitazioni in campo …. ( Prima parte )

 

In questa rubrica parleremo e dimostreremo i lavori sul campo, delle lezioni, degli allenamenti tecnici-tattici e fisici sul campo da tennis, quello che poi alla fine interessa per la maggiore a tutti gli addetti ai lavori. In tutti gli sport, come nel tennis, per dimostrare un esercizio o uno schema di gioco si utilizza, come sussidio didattico, la lavagna, il campo da tennis in miniatura, per far capire e spiegare agli atleti l’evolversi delle giocate per automatizzare i propri schemi. Questo genere di lavoro come tutte le esercitazioni-tecnico- tattiche sono differenti in base agli allievi che abbiamo davanti, sia per età che per livello, nelle scuole tennis fino all’attività agonistica di vertice, generalmente non viene utilizzata la lavagna, in quanto, ai bambini e ragazzi, a qualsiasi livello, un singolo colpo, un esercizio,  una sequenza di colpi viene dimostrata dal maestro o dagli allievi stessi, con l’imitazione si apprende molto più facilmente che con l’ausilio della lavagna, non ci sono lunghe spiegazioni che possono distogliere l’attenzione e la concertazione degli allievi, il primo scopo è quello di insegnare attraverso il divertimento,  il maestro deve sempre dimostrare agli allievi il singolo colpo o lo schema, bisogna essere pratici e sintetici con allievi delle scuole tennis. Mentre quando parliamo di agonisti di alto livello o giocatori, i lavori e le presentazioni cambiano, con un giocatore si svolge tanta teoria, tanto video, tanta lavagna, perché si è maturi per lavori di questo tipo, nei bambini è difficile proporre lezioni in aula, un po’ perche hanno poco tempo da dedicare allo sport, non esiste per la maggior parte fare doppie sedute, mattino e pomeriggio, la lavagna oltre che poco divertente, e difficile per loro capire e poi mettere in pratica questo genere di lavoro. Ma entriamo nello specifico dei differenti allenamenti in campo, tra bambini, agonisti e atleti di alto livello.
 



Ogni maestro e scuola tennis, redige un programma a macrocicli di lavoro, generalmente si parte ad inizio stagione con un grande lavoro di pulizia tecnica, soprattutto lontano dalle gare, per poi passare sempre più a lavori sinergici tra parte tecnica e parte tattica, naturalmente per poter svolgere al più presto le due parti insieme, abbiamo bisogno di un minimo di bagaglio tecnico, altrimenti non ha senso analizzare gli aspetti tattici se non si riesce ad avere un buon controllo di palla per tutte le direzioni, profondità e rotazioni, oltre ad avere una buona consistenza e solidità fisica e mentale.

In questa slide evidenziamo tre zone di campo, con differenti colori, come un semaforo, abbiamo la zona rossa, intesa come la zona di difesa, la zona gialla intermedia quale zona di manovra e costruzione del gioco, infine la zona verde intesa come zona d’attacco e conclusione del punto. Questa prima suddivisione è fondamentale insegnarla fin dalla scuola tennis, ogni allievo deve capire che colpo giocare in base alla zona dove si andrà a colpire la palla e di conseguenza dove ci si posizionerà per coprire il campo con il corpo. Ad alto livello questa suddivisione può essere modificata, i giocatori professionisti hanno in comune solo la zona verde con gli Junior, mentre la zona gialla e la rossa è completamente differente, sono due zone dove i migliori top player possono giocare anche colpi aggressivi, o addirittura vincenti, questo possibile soprattutto per la maggior qualità tecnico tattica e soprattutto per la differenza psicofisica.


Le prossime due slide sono caratterizzate da dei semplici lavori tecnici che si effettuano nelle scuole tennis, dove è fondamentale imparare al meglio i gesti tecnici corretti, partendo con tutti i lavori con la mano a bassa intensità, per proseguire con il cesto, e in palleggio, con le varie direzioni, altezze, profondità e rotazioni, oltre a capire fin da subito come creare spazi e coprire spazi con la teoria del mid point.

 




 

Una volta che l’allievo avrà un discreto bagaglio tecnico sui fondamentali, possiamo iniziare a insegnare la parte tattica automatizzata, che non sarà più quella intesa nel mini tennis, che ci indica esclusivamente di tirare dove non c’è l’avversario, o tirar nella parte di campo più debole dell’avversario, o come capita spesso, quello di intendere la tattica come il buttare la palla dall’altra parte di campo, o saper tirare più forte degli altri.  Nella fase di specializzazione e nell’alto livello, dopo le categorie Junior, il giocatore dovrà avere una sua identità, con la tipologia di giocatore strutturata, e con le proprie “giocate-schemi” ben precisi e automatizzati. Le tipologie di giocatore le analizzeremo in una prossima rubrica, adesso spieghiamo cosa si intende per automatizzazione.

“L’automatizzazione è la capacità del giocatore di fare le scelte giuste sotto pressione e con poco tempo a disposizione in un modo immediato e involontario.” In questa definizione per “scelte giuste” intendiamo un tennis ad alta percentuale di riuscita e con un grado inferiore di rischio da parte del giocatore. Per lo sviluppo della tecnica sappiamo che il processo d’apprendimento passa attraverso tre fasi importanti:  

Cognitiva • Associativa • Automatica

Per quanto riguarda il processo d’apprendimento dell’aspetto tattico del gioco le cose sono più complicate in quanto, essendo uno sport situazionale ogni volta che il giocatore deve fare una scelta passa per il seguente schema decisionale:  

Percezione -  Decisione – Azione -  Feedback

A livello tattico e per quanto riguarda l’automatizzazione tattica possiamo sviluppare diversi lavori come indicati nelle prossime slide, ricordando che più il livello cresce, più il giocatore e strutturato fisicamente e più si dovrà lavorare sull’intensità, e nel dare importanza ai primi colpi, come il servizio, la risposta e la contro risposta, come terzo colpo, aspetto del gioco che spesso è trascurato nelle scuole tennis. I professionisti a differenza dei giocatori under, hanno un’idea ben chiara di quello che sono i loro punti di forza e i pochi punti deboli, e quindi riescono ad avere una strategia ben precisa che cercano ogni volta di mettere in pratica attraverso lo sviluppo di azioni tattiche, “i coach parlano di giocate pulite con elevata qualità di palla e ottima fisicità”.  I giocatori under quando sono sotto pressione o in mancanza di tempo, non riescono più a produrre azioni di gioco tatticamente giuste semplicemente perché non hanno più il tempo necessario per processare le informazioni ricevute, passano direttamente al processo esecutivo del colpo, in questo caso parliamo di scelte tattiche sbagliate o colpi a bassa percentuale di riuscita, questo è anche uno dei motivi perché non sono reali le prime fasi del tennis giovanile, troppe variabili, come dato per l’alto livello, vista la bassa intensità e gestione del tempo, completamente differente dal modello di riferimento prestazionale. Le conseguenze di questo gioco molto più rapido e dove i giocatori professionisti sono costretti a rendere le loro risposte tattiche sempre più automatizzate possono essere che si vede un gioco meno improvvisato, o meno “creativo”, e non si ha il tempo necessario per provare schemi nuovi. I benefici possono essere che i giocatori hanno un gioco più sicuro e chiaro da un punto di vista strategico, hanno un gioco più solido con pochi punti deboli, e soprattutto hanno molta più fiducia nei propri mezzi e capacità. Questa ultima affermazione la riprenderemo per analizzare la parte mentale nel tennis, in quanto il maestro o coach dovrà capire quando, e come, anticipare o ritardare la specializzazione, con l’automatizzazione dei propri schemi in relazione alla propria tipologia di giocatore, scelta dettata esclusivamente dalle proprie caratteristiche fisiche e tecniche e soprattutto mentali.

 

Come facciamo ad automatizzare le scelte tattiche come fanno i giocatori? Innanzitutto dobbiamo ricordarci che durante le fasi di pre-perferzionamento e perfezionamento i ragazzi devono eseguire tutti gli schemi di gioco con l’obiettivo di creare un giocatore a tutto campo come stile di gioco, e che abbia un bagaglio di conoscenze tecnico-tattiche più ampio possibile. In seguito i giocatori si specializzeranno in determinati schemi di gioco cambiando se necessario anche la strategia di base. Bisogna altrettanto ricordare che gli schemi di gioco sono importanti da provare durante l’allenamento ma è fondamentale mettere in pratica quello che si è cercato di automatizzare in una situazione competitiva (partita, torneo, competizione) e quindi la quantità di match diventa un dato importante per il raggiungimento del nostro obiettivo. E sarà ancor più importante capire che il “risultato” nelle categorie Junior, soprattutto fino alla specializzazione e alla completezza della maturazione psicofisica non potrà essere prioritario, altrimenti se si è attaccati al risultato, non è possibile provare le automatizzazioni di cui abbiamo parlato precedentemente.  È statisticamente provato che il gioco moderno del tennis è più veloce e lo diventerà ancora di più, con conseguenze importanti a livello di durata dei punti e le fasi iniziali del punto, (servizio e risposta) hanno assunto un’importanza cruciale nel sviluppo del punto, questo vuol dire che i giocatori hanno meno tempo per prendere decisioni. Sappiamo anche che la didattica moderna parte dal concetto che il tennis è uno sport che si gioca prima con gli “occhi”, poi con la “mente”, in seguito con le “gambe”ed ultima istanza con le “mani”.

Iniziamo a sviluppare su lavagna tecnica alcuni lavori per atleti junior con buona padronanza e solidità tecnica, con M che sta a indicare il maestro e A l’atleta.

 

In questo primo esercizio possiamo analizzare alcuni elementi fondamentali per capire il gioco, il maestro mette in gioco tre palle sempre in diagonale, in quanto se l’allievo svolge al meglio l’esercizio sarà lui a condurre la giocata, e pertanto dobbiamo spiegare e insegnare a giocare sempre in diagonale, e quindi traiettoria lunghe con maggior margine, quando subiamo la pressione dell’avversario, oltre al fatto che giocando in diagonale si corre meno. L’esercizio sarà svolto al meglio e potrà essere poi automatizzato con le varie serie e ripetizioni, a patto che si possiede una buona tecnica, nel caricare in top spin con ottima profondità, la prima palla con il rovescio, per poi tenere l’angolo e spingere con pressione la seconda palla sul rovescio dell’avversario, che accorciando ci darà la possibilità di chiudere dalla parte del dritto.

Questa è la seconda variante,  questa esercitazione può esser svolta oltre che con la seconda palla con il diritto inside OUT e con la terza palla con il diritto incrociato,  anche con schema con il diritto inside IN per chiudere con il diritto lungo linea.

 


Variante con prima palla carica sul rovescio, seconda palla con diritto inside OUT e terza palla con diritto inside IN


 

Mentre nella terza esercitazione, svolgiamo un contro schema, causato dalla poca incisione della nostra prima palla carica, che se non è abbastanza profonda e lavorata, l’avversario, in questo caso il maestro, può giocare in linea e iniziare a pressarci, a quel punto cercheremo di giocare la seconda palla con il diritto carico in diagonale e cercare di accelerare il terzo colpo con il diritto in linea. In questo caso sarà fondamentale leggere in anticipo la seconda palla del maestro/avversario per capire se possiamo con il giusto spostamento tagliare il campo per aggredire, e togliere tempo al nostro avversario.


                 

Finiamo questa lezione tecnico-tattica con l’esercizio, sempre con ripetizioni di tre palle alla volta, con lo schema, diritto inside OUT, diritto inside IN, e diritto lungo linea.

 

Gli stessi lavori si possono svolgere con l’allenamento fisico-tattico sulla resistenza specifica in campo, come vedremo nella prossima rubrica, con i lavori a serie su 20-40-80 secondi o sulle 10-20-40 palle rispettando i tempi di recupero, ma soprattutto ripetendo sempre gli stessi schemi propri,  per allenare sia l’aspetto fisico in campo che quello tattico, oppure a basso ritmo eseguendo  gli esercizi al cesto con la palla data con la mano dal maestro, curando in questo caso l’aspetto tecnico-tattico.

In questa prima rubrica, tutte le esercitazioni sono create dalla parte sinistra del campo, la parte più strategica e calpestata per un destrorso nel tennis moderno maschile e fra un po’ anche a livello femminile,  soprattutto sulla terra,  il maestro dovrà richiedere la massima attenzione nel NON fare nessun errore nei tre colpi per la completezza dello schema, e ripeterlo per le varie serie programmate, mentre per la qualità dello schema sarà fondamentale analizzare la qualità della palla del nostro allievo. Sono tutte esercitazioni in pressione, non facili per allievi di una qualsiasi scuola tennis  o agonistica, molte volte pur di andare avanti con i programmi si svolgono lezioni con questi criteri, ma se gli allievi non rispondono bene, soprattutto sulla regolarità e sulla qualità di palla data da una buona pesantezza e una buona complessità di palla, gli esercizi non sono attendibili, e migliorativi e non potranno essere passati alla fase di automatizzazione. Se si dovesse insistere nel fare questo tipo di lavoro con allievi non preparati, stiamo rischiando di allenare gli errori, il maestro deve esser un bravo conoscente della programmazione didattica e agonistica ma soprattutto dei propri allievi, è anche vero che dover fare tanto lavoro tecnico, ed aspettare solo quando si è pronti a svolgere allenamenti più complessi non è motivante e divertente, pertanto consigliamo il giusto compromesso, che solo il proprio maestro sa come adattare con i tempi di crescita del proprio gruppo di allievi, e in tutto lo questo la famiglia svolge un ruolo importante nella crescita dell’individuo attraverso il tennis, interpretazioni errate, pensare di conoscere l’insegnamento o la metodologia dell’allenamento può creare forte confusione sull’atleta, provocando false aspettative non solo sui risultati, ma anche sul compito, creando molte volte frustrazione e rischio di allontanamento dal tennis.

Ogni atleta ha le sue caratteristiche tecniche, fisiche  e mentali, e vanno rispettati i propri tempi di apprendimento e maturazione, e se anche non si riesce a svolgere un colpo, una rotazione, un angolazione, con costanza, senza errori e ad alta intensità e potenza esplosiva, si dovrà accettare il reale livello attuale o futuro del proprio allievo e figlio. Diventa scontato dire che tutti gli addetti ai lavori che ruotano intorno al bambino/ragazzo, facciano il bene dell’atleta affinché  si cresca al meglio prima la persona che il possibile giocatore di tennis, e che l’allievo metta sempre il massimo impegno e dedizione, costante nel tempo, per migliorare se stesso. Anche sul ruolo dei Genitori e del Maestro affronteremo in seguito un intera rubrica, vi diamo appuntamento alla prossima uscita di Tennis Factor dove parleremo ancora di esercitazioni tecniche, esercitazioni fisiche in campo, oltre a dimostrare diversi E.T.T. (esercitazioni tecnico tattiche )

Ringrazio i tanti lettori per l’apprezzamento della rubrica “Tennis Factor” nata per informare e far conoscere sempre di più e meglio il meraviglioso mondo del TENNIS, per contatti scrivere a tennisfactortccagliari@gmail.com

 

Tecnico Nazionale

Bubu Melis

Direttore Scuola Tennis Club Cagliari



 

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